- 6 Marzo 2026
- Posted by: usrahofamily
- Categoria: People Strategy
Assessora al benessere della persona, delle famiglie e della comunità.
Dal punto di vista della governance complessiva dell’ente, quali condizioni permettono di affermare che le politiche per il benessere della famiglia non si esauriscono nelle politiche sociali e richiedono il coinvolgimento dell’intera Giunta comunale?
Le politiche per il benessere della famiglia non coincidono con il solo ambito sociale, perché incidono su dimensioni strutturali della vita comunitaria: educazione, lavoro, mobilità, cultura, qualità dello spazio pubblico. Le politiche sociali intervengono prevalentemente sulle fragilità conclamate; le politiche familiari operano anche in chiave preventiva e abilitante, rafforzando le condizioni che riducono l’esposizione al rischio nel medio-lungo periodo.
L’integrazione non è soltanto tecnica ma politica: richiede coordinamento stabile tra assessorati, condivisione delle priorità e coerenza nelle scelte di programmazione. Urbanistica, scuola, sport, cultura e mobilità incidono direttamente sulle condizioni di vita delle famiglie e contribuiscono a definire la qualità insediativa del territorio.
Per questo il coinvolgimento dell’intera Giunta è una condizione essenziale. Solo una responsabilità collegiale consente di superare la frammentazione settoriale e di costruire un ecosistema coerente, capace di connettere prevenzione, cura e sviluppo territoriale in una prospettiva di resilienza comunitaria.
In che modo la scelta di dotarsi di una governance dedicata e di una struttura organizzativa stabile rappresenta un cambio di paradigma nella politica family di Alghero?
Il cambiamento è consistito nel passare da una logica di interventi puntuali a un modello strutturato e continuativo. Riconoscere la politica family come funzione stabile dell’ente ha significato istituire una struttura organizzativa chiara, capace di garantire continuità amministrativa, programmazione pluriennale e coerenza tra obiettivi e strumenti. Il paradigma si sposta così dal progetto al sistema.
La motivazione di questa scelta risiede nella necessità di rendere le politiche osservabili, valutabili e migliorabili nel tempo. La struttura non è soltanto un assetto gestionale, ma il dispositivo che consente monitoraggio, definizione di priorità, raccordo con sanità, scuola e terzo settore e capacità di evoluzione. In questo senso, la governance diventa infrastruttura di stabilità e apprendimento istituzionale.
La sussidiarietà orizzontale e il coinvolgimento delle famiglie numerose sono indicati come tratti distintivi. Quali effetti produce questa scelta sul disegno delle politiche e sulla capacità di raggiungere i bisogni reali?
La sussidiarietà orizzontale riduce la distanza tra policy design e domanda sociale, perché integra competenze esperte (servizi) e competenze esperienziali (famiglie). Ad Alghero questa impostazione ha trovato attuazione concreta anche attraverso la creazione di un Ufficio Politiche Familiari trasversale, gestito con il coinvolgimento dell’Associazione Famiglie Numerose, che funge da ponte tra amministrazione e comunità. Ciò ha consentito una lettura più puntuale dei bisogni, soprattutto nei passaggi critici del ciclo di vita (nascita, crescita, fragilità), aumentando l’appropriatezza degli interventi e riducendo misure standard poco aderenti ai contesti.
Sul piano sistemico, il coinvolgimento delle famiglie e delle associazioni agisce come moltiplicatore di capitale sociale: rafforza fiducia, cooperazione e corresponsabilità, aumentando la sostenibilità delle politiche nel tempo. In termini di performance pubblica, questo modello migliora sia l’efficacia nel raggiungimento degli obiettivi sia l’efficienza nell’uso delle risorse, perché attiva energie comunitarie complementari a quelle istituzionali e consolida una governance partecipata e generativa.
