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L’analisi di Luciano Malfer

Sviluppo territoriale centrato sulle persone: il cambio di paradigma nelle politiche di attrattività.

di Luciano Malfer

Research and Family Development Manager, Fondazione Bruno Kessler – FBK (Trento, Italy)

Le grandi trasformazioni che attraversano le società contemporanee – demografica, digitale e ambientale – stanno ridefinendo in profondità il rapporto tra welfare e sviluppo territoriale. Come evidenziato dall’OECD nel rapporto Regions and Cities at a Glance 2022, l’attrattività territoriale dipende in misura crescente dalla qualità dei servizi pubblici, dalla coesione sociale e dalla capacità delle istituzioni di garantire opportunità lungo l’intero ciclo di vita. L’attrattività non può quindi essere ridotta a strategia promozionale o a leva fiscale, ma va interpretata come esito sistemico di un ecosistema istituzionale capace di coniugare benessere, fiducia e sviluppo.

La crisi demografica rappresenta una delle sfide strutturali più rilevanti per i sistemi territoriali avanzati. La Sardegna evidenzia da anni bassi tassi di natalità, un indice di vecchiaia elevato e una contrazione della popolazione in età attiva. Secondo l’ISTAT, la regione presenta un saldo naturale strutturalmente negativo e una crescente incidenza della popolazione over 65 (ISTAT, Indicatori demografici. Anno 2023, 2024; ISTAT, Bilancio demografico della popolazione residente. Anno 2023, 2024).

Tali dinamiche si inseriscono in un quadro europeo di invecchiamento e divergenze territoriali, come evidenziato dall’European Commission nell’Ageing Report 2024, che richiama l’impatto del declino demografico sulla sostenibilità dei sistemi di welfare e sulla competitività regionale. In questo contesto, le politiche pubbliche devono assumere una logica preventiva e strategica, integrando sviluppo territoriale e politiche per il capitale umano.

Nel quadro regionale, Alghero ha sviluppato nell’ultimo decennio una traiettoria di attenzione sistematica alle dinamiche demografiche, assumendo progressivamente le politiche familiari come leva strutturale di coesione e sviluppo. L’istituzione dell’Ufficio Politiche Familiari nel 2016, i protocolli di collaborazione multilivello e l’adesione al programma “Family in Italia – Comune Amico della Famiglia”, inserito nel network nazionale dei Comuni amici della famiglia, hanno segnato il passaggio da un approccio episodico a un modello di governance orientato alla pianificazione, al monitoraggio e al miglioramento continuo.

Parallelamente, Alghero è membro attivo dello European Network of Family-Friendly Municipalities, promosso dalla European Large Families Confederation, che collega città europee impegnate nello sviluppo di politiche locali strutturate a favore delle famiglie. In questo quadro multilivello – nazionale ed europeo – Alghero svolge anche una funzione di attore trainante a livello regionale, favorendo il raccordo con altri comuni sardi interessati ad adottare standard e strumenti family-friendly, promuovendo la diffusione di buone pratiche e contribuendo alla costruzione di una cultura territoriale orientata alla famiglia.

In un contesto regionale segnato da forte pressione demografica, tale scelta ha rappresentato un investimento istituzionale di lungo periodo volto a rafforzare qualità insediativa, fiducia comunitaria, capitale sociale e attrattività territoriale. La transizione demografica – segnata da denatalità e invecchiamento strutturale – richiama il paradigma del welfare orientato all’investimento sociale sviluppato da Gøsta Esping-Andersen (Incomplete Revolution, 2009), che evidenzia come l’adattamento incompleto delle istituzioni ai nuovi ruoli femminili incida su natalità, disuguaglianze intergenerazionali e sostenibilità del welfare. In questa prospettiva, politiche capaci di sostenere la conciliazione tra lavoro e cura e di investire precocemente nel capitale umano diventano leve strategiche per contrastare vulnerabilità cumulative lungo il ciclo di vita.

In tale quadro, la Family Strategy può essere interpretata come infrastruttura sociale generativa: non semplice insieme di misure a sostegno delle famiglie, ma dispositivo capace di incidere sulla stabilità demografica, sulla coesione comunitaria e sulla qualità insediativa.

 

La People Strategy amplia ulteriormente questo paradigma, assumendo la persona – nelle sue dimensioni generazionali, relazionali e professionali – quale fulcro della programmazione strategica territoriale. In linea con l’approccio place-based e con i più recenti orientamenti sullo sviluppo regionale dell’OECD (Regional Development Policy Outlook 2023), lo sviluppo efficace richiede interventi contestualizzati, capaci di attivare risorse locali, valorizzare il capitale territoriale e rafforzare la capacità istituzionale. In questa prospettiva, People e Family Strategy convergono in un approccio integrato nel quale welfare, sviluppo economico e governance multilivello non sono ambiti separati, ma componenti interdipendenti di un ecosistema territoriale orientato al lungo periodo.

In questa traiettoria si inserisce anche la nascita di Inno Bay, progetto strategico promosso dal Comune di Alghero in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler, presentato pubblicamente nel convegno del 7 novembre 2025, che ha segnato l’avvio del percorso istituzionale e scientifico dell’iniziativa. L’obiettivo è configurare il Nord Ovest della Sardegna come distretto dell’innovazione mediterranea, integrando ricerca scientifica, trasferimento tecnologico, qualità della vita e attrattività residenziale, con una chiara connessione tra innovazione e benessere delle persone. Non si tratta di un intervento settoriale, ma di una piattaforma territoriale orientata a generare nuova occupazione qualificata, attrarre capitale umano e rafforzare la competitività del sistema locale, superando la logica della stagionalità economica. In questa prospettiva, People Strategy, Family Strategy e innovazione scientifica convergono in una visione unitaria di sviluppo, nella quale la centralità delle persone diventa condizione abilitante della crescita economica e della resilienza territoriale.

In questa prospettiva, le interviste che seguono non svolgono una funzione meramente testimoniale, ma analitica. Il confronto con il Sindaco Raimondo Cacciotto, con l’Assessora al benessere della persona, delle famiglie e della comunità Maria Grazia Salaris e con l’Assessore allo sviluppo economico, programmazione strategica e innovazione Enrico Daga consente di esplicitare la razionalità strategica che ha guidato le scelte istituzionali e di comprendere come People Strategy e Family Strategy siano state progressivamente integrate nella governance territoriale. Attraverso le loro riflessioni emergono le modalità con cui il modello algherese ha intrecciato welfare, sviluppo locale e innovazione istituzionale, affrontando in modo sistemico le tre transizioni in atto.

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